“Presto ritornerò a questa lieta Firenze, dove solamente posso vivere.” (Pietro Giordani)

Le botteghe artigiane e gioiellerie che affollano i suoi portici hanno fatto sì che il profilo di Ponte Vecchio diventasse uno dei più inconfondibili, romantici e singolari nel mondo. La ricchezza di vedute e scorci inediti del panorama del Lungarno è il risultato di una serie di voli in elicottero e di droni al di sopra del Ponte. La precisione e l’elevata definizione della macchina da presa hanno permesso di restituire all’occhio dello spettatore una ricchezza di particolari mai vista su una delle opere architettoniche più fotografate del mondo.


È uno dei ponti più famosi del mondo nonché fra i principali simboli della città di Firenze che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto, dove nell’antichità esisteva un guado. Il Ponte Vecchio è composto da tre ampi valichi ad arco ribassato ed è il primo in cui, in Occidente, venne sperimentato un modello diverso da quello romano che prevedeva l’uso esclusivo di valichi a tutto sesto. L’esempio fece scuola e con una simile arcata ribassata fu costruito nel XVI secolo anche il Ponte di Rialto a Venezia. Altra caratteristica tipica di Ponte Vecchio è il passaggio fiancheggiato da due file di botteghe artigiane, ricavate in antichi portici come se si trattasse del proseguimento della strada. Le botteghe di Ponte Vecchio si affacciano tutte sul passaggio centrale, ciascuna con un’unica vetrina chiusa da spesse porte in legno e spesso presentano un retrobottega costruito a sbalzo sul fiume e sostenuto da beccatelli (o “sporti”). Un tempo, ai quattro angoli del Ponte esistevano altrettante torri che ne controllavano l’accesso: di queste oggi è visibile solo la torre dei Mannelli, mentre la torre dei Rossi-Cerchi fu ricostruita a seguito delle esplosioni che colpirono la città nel 1944.