“Tra tutte le città straniere, Firenze è divenuta certo quella che io preferisco. Più ci vivi e più ti accorgi di amarla.” (Pyotr Ilyich Tchaikovsky)

Piazza dei Priori… Piazza del Granduca e, infine, Piazza della Signoria. Fulcro della vita politica della città, Piazza della Signoria è il simbolo rappresentativo del museo a cielo aperto rappresentato dalla città di Firenze. Sulla Piazza si affacciano Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi (una piccola galleria all’aperto) e la possente fontana del Nettuno La folla di fiorentini e turisti che normalmente attraversano la Piazza non c’era, svanita in un’alba in cui questa splendida cornice era stata totalmente dedicata alla troupe del film. Per le riprese è stato dispiegato un intero arsenale di carrelli, bracci e gru che hanno svelato la piazza da ogni angolazione, compreso quella garantita da un’altezza di 20 metri. Lo spettatore del film potrà immergersi e vivere una Piazza della Signoria deserta in compagnia dei gioielli in essa custoditi.


Piazza della Signoria è la principale piazza di Firenze ed è stata al centro della vita politica della città fin dal XIV secolo. La Piazza ha visto realizzarsi importanti eventi storici e grandi trionfi, come il ritorno della famiglia Medici al governo della città nel 1530 dopo l’Assedio di Firenze. Nel 1497 in questa piazza fu organizzato il Falò delle Vanità promosso dal frate domenicano Girolamo Savonarola, che fece bruciare nella piazza migliaia di oggetti da lui ritenuti “peccaminosi”, tra cui libri e dipinti. Solo un anno più tardi Savonarola stesso fu accusato di eresia e bruciato sul rogo nella stessa Piazza della Signoria, come ricorda ancora oggi una targa in marmo posizionata di fronte alla fontana del Nettuno. Le famose sculture collocate in Piazza della Signoria fanno riferimento alle vicende politiche della città.

I PROTAGONISTI DEL FILM

Bartolomeo Ammannati

FONTANA DEL NETTUNO
La Fontana del Nettuno  (detta anche di Piazza o del Biancone) è situata in prossimità dell’angolo nord-ovest di Palazzo Vecchio. Nel 1559 Cosimo I de’ Medici bandì un concorso per creare la prima fontana pubblica di Firenze, al quale parteciparono i più importanti scultori fiorentini dell’epoca: Benvenuto Cellini, Baccio Bandinelli, Vincenzo Danti, Bartolomeo Ammannati e il Giambologna. Venne scelto il Nettuno dell’Ammannati perché giudicato più significativo nell’esaltare i gloriosi traguardi marittimi raggiunti in quei decenni dal Granducato di Toscana. Per far arrivare l’acqua alla fontana venne appositamente costruito un ingegnoso acquedotto;  l’apparato scultoreo venne eseguito tra il 1560 e il 1565 e fu inaugurato in occasione delle nozze tra Francesco I de’ Medici e la granduchessa Giovanna d’Austria il10 dicembre 1565.  La figura di Nettuno, che si erge su un piedistallo decorato con le statue di Scilla e Cariddi al centro della vasca, è realizzata in candido marmo di Carrara e riprende i tratti di Cosimo I de’ Medici per meglio alludere al dominio marittimo di Firenze. La vasca è ottagonale e contiene i quattro cavalli del cocchio di Nettuno (due in marmo bianco e due in mischio rosato), sulle cui ruote sono rappresentati i segni zodiacali, simboleggianti il trascorrere del tempo.
Baccio Bandinelli

ERCOLE E CACO
L’opera di Baccio Bandinelli è posta su un basamento adornato con busti di fauno scolpiti a bassorilievo e reca, in latino, la firma dell’autore. Il tema allegorico è quello della forza e dell’ingegno di Ercole che sconfiggono la malvagità di Caco. Si tratta di un episodio narrato da Virgilio e da altri poeti nella saga delle Dodici fatiche di Ercole. Conclusa nel 1534, la statua è giudicata come un tipico esempio dei tentativi del Bandinelli di superare, o almeno eguagliare, lo stile di Michelangelo. Ercole e Caco fu infatti scolpita con l’obiettivo di poterla collocare nella prestigiosa Piazza a fianco del David, ma ha come punto debole il permeare di gigantismo, con uno sfoggio di massa muscolare che non si traduce in espressività e movimento e risulta fine a sé stessa.
Giambologna

RATTO DELLE SABINE
Opera di Giambologna, la statua fa parte dell’arredo Granducale della Loggia de Lanzi. La scultura, nota come le tre età dell’uomo, è alta 4,10 metri e rappresenta un giovane che solleva sopra la sua testa una fanciulla, mentre bloccato fra le sue gambe del giovane è rappresentato un vecchio che si dispera. Nel basamento è inserita una placca bronzea con una scena del Ratto, in cui le diverse possibili combinazioni fra le figure vengono ripetute in diverse dimensioni e con diverse profondità di rilievo. Giambologna realizzò un vero e proprio tour de force tecnico riuscendo a ricavare la statua da un sol blocco di marmo.
Benvenuto Cellini

PERSEO CON LA TESTA DI MEDUSA
Collocata sotto la Loggia dei Lanzi, la scultura rappresenta Perseo in piedi sul corpo di Medusa, appena decapitata, mentre impugna la spada con la mano destra e con la sinistra solleva trionfante la testa del mostro tenuta per i capelli. Commissionata da Cosimo I dopo il suo insediamento come Duca della città, fu realizzata tra il 1545 e il 1554 e posta su un alto piedistallo ornato da bellissimi bronzetti, in modo da guardare in basso verso lo spettatore. Come la maggior parte delle statue esposte sulla piazza anche quella del Perseo ha un significato politico: rappresenta infatti l’affermazione del Duca che dà un “taglio” alle esperienze repubblicane, rappresentate da Medusa. Dal corpo di Medusa escono infatti i serpenti, allusione alle proverbiali discordie cittadine che avevano da sempre minato una vera democrazia.