“Il meno che si possa chiedere a una scultura è che stia ferma.” (Salvador Dalì)

Tra le opere spiccano indubbiamente il San Giorgio e il David di Donatello, vero spartiacque tra gotico e primo Rinascimento. Per questo motivo il Museo Nazionale del Bargello rappresenta una tappa fondamentale all’interno della sceneggiatura del film. La macchina da presa cattura la sua ossessiva ricerca della realtà e della concretezza di gesti e volti e pone lo sguardo dello spettatore a diretto confronto con la potenza nascosta negli occhi dei suoi personaggi.


Sito Ufficiale del Museo Nazionale del Bargello: https://www.polomuseale.firenze.it/musei/?m=bargello Il Museo Nazionale del Bargello è il più prestigioso museo italiano di scultura ed il più importante al mondo per la scultura rinascimentale. Conserva capolavori di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati ed altri importanti scultori italiani del periodo. Il Museo prende il suo nome dal Palazzo del Bargello, detto anche Palazzo del Popolo, all’interno del quale è ospitato.

I PROTAGONISTI DEL FILM

DONATELLO

SAN GIORGIO
La statua fu commissionata dall’Arte dei Corazzai e Spadai e fu scolpita tra il 1415 e il 1417. È realizzata in marmo apuano ed è alta 209 cm. San Giorgio è ritratto come un cavaliere con l’armatura e lo scudo crociato, su precisa richiesta degli armaioli che volevano mostrare un saggio della loro arte. La figura, leggermente ruotata intorno all’asse centrale e che fa perno sulle gambe a compasso, è costruita su tre ovali sovrapposti: il volto con le sopracciglia aggrottate, il busto e lo scudo crociato leggermente rotato rispetto all’asse centrale. Le gambe divaricate a compasso sono un modo per far risaltare, con il torso ben eretto, l’idea di fermezza morale. L’effetto ottenuto è quello tipico delle migliori opere di Donatello: l’energia e la vitalità sono trattenute ma perfettamente visibili.

DAVID
Il David (o Mercurio) è una scultura in bronzo realizzata all’incirca nel 1440. Misura 158 cm con un diametro massimo di 51 cm. Opera forse più celebre e al tempo stesso più atipica dell’artista, è emblematica dell’intero Quattrocento italiano, densa di significati non completamente svelati. Dai tempi dell’antica Roma è il primo rilievo a tutto tondo di un nudo. La statua ha gli attributi sia dell’eroe biblico (la testa di Golia ai piedi, la spada) simbolo delle virtù civiche e del trionfo della ragione sulla forza bruta e sull’irrazionalità, sia di Mercurio (i calzari alati), dio dei commerci (l’attività della famiglia Medici) che decapitò Argo Panoptes, il gigantesco pastore dei cento occhi. L’eroe è raffigurato in piedi, con un insolito cappello a punta decorato da una ghirlanda di alloro. Il corpo morbido e vivace, modellato all’antica, è quello di un fanciullo gracile ed efebico, ma estremamente armonioso e ponderatamente leggero, con una postura fiera e disinvolta allo stesso tempo.

MARZOCCO
Il Marzocco è un’opera in pietra serena (135,5x38x60 cm) realizzata nel biennio 1419-1420. Anticamente si trovava in piazza della Signoria, dove oggi, per preservarla dagli agenti atmosferici, è sostituita da una copia. La statua raffigura il simbolo del Marzocco, un leone araldico che poggia una zampa su uno scudo, in questo caso lo stemma di Firenze col giglio fiorentino. Donatello in questa opera trattò il soggetto in maniera rivoluzionaria, riuscendo a infondere anche nella figura del leone una sorta di maestosità, non solo grazie all’espressione vivacemente contratta del muso accentuata da effetti chiaroscurali quanto tramite il gesto, pacato e solenne, che l’animale compie poggiando la zampa sullo scudo.