“Veramente che questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine“ (Giorgio Vasari)

Punto nodale della Galleria dell’Accademia è il David di Michelangelo, un gigantesco pezzo di marmo di XX metri di altezza,  che viene rivelato da una prospettiva frontale e ravvicinata unica, dirompente ed esclusiva, grazie al lungo braccio pneumatico di 15 metri di altezza utilizzato per le riprese. Quanti hanno mai potuto “guardare negli occhi” questa imponente scultura, simbolo del Rinascimento? La prospettiva che offre il film è davvero unica e commovente. Il maestoso David ci guarda negli occhi e svela, grazie a più prospettive, la sua espressione più sincera, la stessa che restituiva a Michelangelo mentre plasmava l’immenso marmo per creare il suo capolavoro.


Sito Ufficiale della Galleria dell’Accademiawww.accademia.org/it/ Il museo, secondo in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi, espone il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo (ben sette), fra cui il celeberrimo David. All’interno della Galleria vi sono comunque anche altre sezioni, fra cui la raccolta più vasta ed importante al mondo di opere pittoriche a fondo d’oro ed il Museo degli strumenti musicali dove sono esposti molti manufatti appartenenti alla collezione storica del Conservatorio Luigi Cherubini.

I PROTAGONISTI DEL FILM

Michelangelo Buonarroti

DAVID
La statua, forse la più famosa scolpita da Michelangelo, è stata realizzata tra il 1501 e il 1504 interamente in marmo e ha una dimensione impressionante: è alta 410 cm, esclusa la base. Largamente considerato un capolavoro della scultura mondiale, è uno degli emblemi del Rinascimento, nonché simbolo di Firenze e dell’Italia all’estero; da sempre è considerato l’ideale perfetto di bellezza maschile nell’arte e molti esperti lo ritengono l’oggetto artistico più bello mai creato dall’uomo. Il 16 agosto del 1501 i consoli dell’Arte della Lana e gli Operai del Duomo di Firenze commissionarono a Michelangelo una statua di Re Davide, da collocare in uno dei contrafforti esterni posti nella zona absidale della cattedrale di Santa Maria del Fiore. Si trattava di un’impresa che non aveva precedenti nell’arte rinascimentale e che era già stata tentata e abbandonata due volte, a causa delle caratteristiche non ottimali del pezzo e della fragilità del marmo, dovuta alla sua scarsa qualità, alla presenza di numerose fenditure e fori, detti taroli, e alla tendenza intrinseca alla perdita di coesione dei cristalli. La forma del blocco, era ritenuta un altro ostacolo: considerato troppo alto e stretto, insufficiente per un pieno sviluppo anatomico della figura. Nonostante le difficili premesse Michelangelo, poco più che venticinquenne, non si scoraggiò e, conscio del prestigio che gli avrebbe garantito un successo, accettò la sfida. L’inizio dei lavori risale al 9 settembre 1501 e nel maggio del 1504 la statua fu trasportata nella sua sede definitiva, vi lavorò quindi tre anni, creando un’opera leggendaria che conteneva nella sua vicenda tutte le premesse per il mito: l’enorme difficoltà tecnica, l’innegabile bellezza del risultato e le numerose vicende che ne hanno segnato la storia. Il soggetto del David, fortemente radicato nella tradizione figurativa fiorentina, venne rielaborato evitando gli schemi compositivi consolidati, scegliendo di rappresentare il momento di concentrazione prima della battaglia. I muscoli del corpo sono poderosi ma ancora a riposo, tuttavia capaci di trasmettere il senso di una straordinaria potenza fisica. L’espressione accigliata e lo sguardo penetrante rivelano la forte concentrazione mentale, manifestando quindi la potenza intellettuale che va a sommarsi a quella fisica. L’eroe biblico è rappresentato nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, il gigante filisteo, e nella mano destra stringe il sasso con il quale sconfiggerà il nemico da lì a poco. Lo sguardo fiero e concentrato è rivolto al nemico, con le sopracciglia aggrottate, le narici dilatate e una leggera smorfia sulle labbra che forse tradisce un sentimento di disprezzo verso Golia. Il corpo atletico, al culmine della forza giovanile, si manifesta tramite un accuratissimo studio dei particolari anatomici, dalla torsione del collo attraversato da una vena, alla struttura dei tendini, dalle venature su mani e piedi, alla tensione muscolare delle gambe, fino alla perfetta muscolatura del torso.